Cara

Lucio Dalla non è mai stato il mio cantautore preferito, ma ho amato molto alcune delle sue canzoni, soprattutto in passato, quando ero adolescente: devo ancora avere da qualche parte dei vecchi vinili, probabilmente nella soffitta dei miei…

Ammetto di averlo un po’ dimenticato negli ultimi anni,  da un po’ non scriveva canzoni che mi piacessero davvero, anche se sono rimasta colpita dalla canzone che ha portato a Sanremo, con Pierdavide Carone: non è il mio genere, ma la canzone mi ha toccato…

E adesso naturalmente la radio è tornata a trasmettere tutte le sue canzoni, anche quelle più datate, andando a rispolverare vecchi ricordi e vecchie emozioni…

Una fra tutte è la canzone che è ritornata più prepotentemente nella mia testa in questi giorni (forse perchè ho tanti capelli :-) ): non mi stanco di ascoltarle e di leggerla…

CARA

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino………

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…..
che pena…che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “OLE’” sono perduto.

La notte sta morendo
ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e’ sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia

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